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Impianto di videsorveglianza nel Delta

Il “Punto dei nitidi” sorvegliato a vista

Rovigo – La sacca di Scardovari è più sicura, grazie al sistema di videosorveglianza a regime da pochi giorni. In una zona prevalentemente votata alla pesca, in cui si consumano spesso furti o danneggiamenti alle imbarcazioni dei pescatori e ai loro prodotti, è stato installato un sistema costituito da tre telecamere, montate nell’area di fronte alla sede del consorzio pescatori di Porto Tolle, in via della Sacca, nel punto dei Nitidi. Ma ecco l’innovazione: a comandarle sarà la centrale operativa della Polizia provinciale in viale della Pace a Rovigo, mediante collegamento adsl wireless, attraverso un software di gestione in grado di consentire la visualizzazione di 64 punti di controllo. Una rete senza fili, in pratica, che consentirà così di estendere l’accesso successivamente anche agli eventuali servizi di Protezione civile, servizi investigativi e Forze dell’ordine; il sistema è inoltre in grado di registrare, scaricare e inoltrare le immagini per la visualizzazione remota, e permette una visione di contesto di circa 800 metri, e di identificazione personale a 200 metri.

In questo modo si garantisce il monitoraggio, anche notturno, in un raggio di 10 km, come ha spiegato Diego De Fecondo, titolare della ditta che ha realizzato l’impianto di videosorveglianza: “Abbiamo creato una sorta di “autostrada” per veicolare ogni tipo di informazione o segnalazione. E’ il primo tipo di sistema in Italia così esteso”. Dal canto suo, Guerrino Bottin dell’azienda “Wifi4all”, l’isp (internet service provider) che consente alle immagini raccolte dalle telecamere di arrivare in centrale operativa a Rovigo, ma non solo: “Oltre a garantire la banda per le immagini e le applicazioni di sicurezza, abbiamo messo a disposizione una rete già pronta per concedere l’accesso a Internet con velocità adsl ai residenti coinvolti nel raggio della sacca di Scardovari. Internet ma non solo – ha proseguito – la nostra tecnologia consente già la possibilità voip ovvero il trasferimento delle telefonate tradizionali dal cavo alla Rete con l’abbattimento dei costi fino al 70%”.
La vigilanza fisica della zona resta comunque il miglior deterrente contro gli atti vandalici, come ha sottolineato l’assessore provinciale Bellan: “Il sistema di videosorveglianza non è va a surrogare il presidio del territorio, ma ne rappresenta un vantaggio. Le registrazioni mancano di un elemento fondamentale: l’immediatezza. Ha senso se riusciamo ad essere veloci e tempestivi negli interventi”.
Il progetto “Videosorveglianza delle lagune del Delta del Po” è costato  43 mila euro di cui 27 mila finanziati dalla Regione.
Il presidente del consorzio pescatori di Scardovari Giovanni Bruno Colacicco: “L’opportunità di avere maggiore sicurezza – ha commentato – vale anche per il singolo pescatore, si nei punti di lavorazione del pescato che per la sorveglianza dello stato dell’arte delle proprie attrezzature”.

Autore: Elisa Barion
4 febbraio 2010

Articolo pubblicato in: rovigooggi.it